Perché votare Sì? Perché la sinistra barricadera vota No. Non è solo una scelta di campo, la politica è schieramento ideale e in questa campagna referendaria si sono materializzati due mondi: da una parte c’è l’universo illiberale e giacobino delle guardie rosse dei tribunali e dei reggicoda della magistratura politicizzata; dall’altra parte ci siamo noi, gli italiani che nelle elezioni del 2022 hanno guardato in faccia la realtà e dato fiducia al centrodestra per riformare lo Stato e cambiare (anche) la Giustizia.

Oggi e domani bisogna votare Sì perché non ci sarà più per lungo tempo un’altra occasione come questa. Perché l’Associazione Nazionale Magistrati si è trasformata in un partito politico, gettando la maschera e la Costituzione. Sì perché Schlein e Conte, Bonelli e Fratoianni, Bindi e Salis, hanno buttato nel pentolone della propaganda guerra e pace, referendum e petrolio, dittatura e democrazia, un intruglio che ha avvelenato il discorso pubblico. Sì perché il procuratore Nicola Gratteri non può evocare rese dei conti con i giornalisti, negare il fatto e poi essere smentito. Sì per la fine del Csm lottizzato. Sì per il merito e l’indipendenza della magistratura. Sì per l’impresa liberata dall’abuso ideologico della giustizia. Sì per la proprietà privata. Sì per il processo giusto, a cominciare dalle indagini.