Roma, 22 mar. (askanews) – Il centrosinistra adesso ci crede, quel referendum sulla giustizia che solo pochi mesi fa sembrava perso in partenza adesso può diventare il trampolino che lancia la coalizione verso le politiche del prossimo anno. I sondaggi di questi mesi di campagna elettorale hanno galvanizzato i leader del ‘campo largo’, a cominciare da Elly Schlein e Giuseppe Conte che quasi ogni giorno si sono spesi in prima persona nei comizi in giro per l’Italia. Una vittoria del ‘no’ sarebbe uno sfregio doloroso per Giorgia Meloni, alla vigilia della maratona delle politiche, ma avrebbe anche ricadute interne al centrosinistra, rendendo non più rimandabile la discussione sulla leadership della coalizione.

La partita si gioca sulla capacità di mobilitare il proprio elettorato, vince chi motiva i suoi e non a caso tutti i leader dei partiti di centrosinistra, a partire proprio da Conte e Schlein, si sono ben guardati dal trasformare il voto in un referendum sulla Meloni, come invece accadde nel 2016 con Matteo Renzi. Un referendum visto come un ‘primo tempo’ delle politiche spingerebbe alle urne anche i sostenitori della premier, è il ragionamento, mentre per i leader del ‘campo largo’ tenere la discussione sull’attacco alla Costituzione e sul rischio di un ‘modello Trump’ dovrebbe motivare soprattutto gli elettori di centrosinistra.