Forse non l'avranno vista arrivare, ma di certo al Nazareno l'hanno attesa, con cauto ottimismo, fin dalle prime ore del mattino. Sulla carta, l'affermazione del No al referendum è una «vittoria della Costituzione e del popolo italiano» (a scriverlo Andrea Orlando in coro con altri maggiorenti dem), ma nei fatti rappresenta per il campo progressista qualcosa di più: il primo passo concreto per la costruzione di un'alternativa a Giorgia Meloni. E d'altronde il monito dei fedelissimI a Elly Schlein, quando ancora il No era in svantaggio, era stato chiaro: «Solo se non vince il Sì la sfida per elezioni politiche resta aperta». Una chance che resta a portata, ma per cui ora ci sarà da rimboccarsi le maniche. A partire dal nodo della premiership, non più un tabù persino per Giuseppe Conte.

Elly Schlein parla dal Nazareno un’ora dopo il leader pentastellato, il primo - dal fronte delle opposizioni - a prendere parola per commentare gli esiti del voto. È qui, dal quartier generale dem, che la segretaria ha seguito lo spoglio insieme ad altri big di partito (con tanto di selfie realizzato da Alessandro Zan). È soprattutto su un punto, ripetuto per ben tre volte durante la conferenza stampa, che l’accompagnano applausi e scrosci di mano: «Noi batteremo Giorgia Meloni alle prossime Politiche». Questo, pur rivendicando il «merito» di una campagna «pulita» fatta contro una «riforma sbagliata e dannosa», e un voto «non di conservazione», ma «consapevole che non ogni cambiamento migliora la vita dei cittadini». Certo, un paio di sassolini la leader dem decide di toglierseli. Il primo, sul voto dei giovani, per oltre il 60% schierati sul No, nonostante lo stop al voto fuorisede: «Quando andremo il governo lo inseriremo». Il secondo, sui distinguo interni, in particolare di quella parte di riformisti schierati per il sì, con i timori di una spaccatura alle urne: «Il nostro elettorato è stato il più compatto per il no». Se il No manda un messaggio chiaro al governo - «devono ascoltare le priorità del Paese» - lo fa anche per il fronte delle opposizioni: «Il Paese chiede un'alternativa e noi abbiamo la responsabilità di organizzarla. C'è già una maggioranza alternativa al governo. Lavoreremo con le forze della coalizione progressista per costruire l'alternativa». E così, al «testardamente unitari» ormai di antica memoria, la segretaria aggiunge un appello a chi ha votato per il No fuori da appartenenze politiche: «Restate mobilitati, partecipate, venite a chiederci di più, venite anche a migliorarci».