TREVISO - La scossa tellurica alla governance di Ascopiave, che nei giorni scorsi ha fatto tremare il titolo in Borsa, era destinata a generare conseguenze. E così è stato. Oggi, la multiutility trevigiana sarà audita da Consob, la commissione nazionale per le società e la borsa. Lo spettro dell'Autorità di vigilanza responsabile della tutela degli investitori e dell'efficienza, trasparenza e sviluppo del mercato mobiliare italiano era stato evocato più volte negli ultimi dieci giorni.

Da quando è stata messa in discussione la governance del presidente, amministratore delegato e direttore generale Nicola Cecconato. Tutto ha avuto inizio con la lettera datata 26 febbraio 2026 di Asco Holding la società che annovera come azionisti 77 Comuni e 9 soci privati e che detiene il 52%, la maggioranza, delle azioni di Ascopiave che ha proposto alcune modifiche allo statuto della società quotata a Piazza Affari. L'istanza della società a trazione leghista, presieduta da Graziano Panighel, interveniva in due direzioni: riequilibrio di competenze a favore dell'assemblea; riassetto della governance per evitare la concentrazione nella stessa persona delle tre cariche di presidente, amministratore delegato e direttore generale. Mettendo fine, alla vigilia dell'assemblea per il rinnovo delle cariche prevista per il 22 aprile, all'era di Nicola Cecconato, da nove anni alla guida della società di Pieve di Soligo.