Inizia oggi con l’udienza preliminare al tribunale di Asti il processo sugli ammanchi del gruppo Egea di Alba. La Gup Victoria Dunn dovrà pronunciarsi in merito alla richiesta di rinvio a giudizio che la Procura astigiana ha presentato lo scorso 20 novembre nei confronti di Pierpaolo Carini, 61 anni, presidente del Consiglio di gestione e consigliere di Egea Spa fino all’11 ottobre 2023, e di altri tre manager indagati per il dissesto della multiutility: Daniele Bertolotti, 52 anni, consigliere di Egea Commerciale negli anni 2018 e 2019, consigliere e ad della stessa società dal 2020 al giugno 2022; Valter Bruno, manager 62enne, consigliere di Egea Commerciale negli anni 2017, 2018 e 2019, poi consigliere e ad della stessa azienda dal 2020 al giugno 2023; Giuseppe Zanca, 71 anni, presidente del Cda e consigliere di Egea Commerciale negli anni dal 2017 al 28 febbraio 2023. Nel procedimento sono coinvolte anche le tre società Egea Spa, Egea Commerciale e Egea PT, indagate come persone giuridiche.

Il maxi-sequestro di beni

Per tutti l’accusa è di false comunicazioni sociali e presunti illeciti contabili nei bilanci approvati tra il 2017 e il 2021. L’inchiesta, condotta dalla procuratrice aggiunta di Asti Laura Deodato con il Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Torino, riguarda un enorme ammanco finanziario che negli anni era arrivato a raggiungere la cifra di 800 milioni di euro a fronte di un valore stimato dell’azienda di 500 milioni. Il salvataggio del gruppo Egea, senza dichiararne il fallimento, è stato possibile grazie a una complessa procedura negoziata della crisi che ha portato alla cessione dell’azienda al gruppo Iren. Per Carini, che insieme con la famiglia era l’azionista di maggioranza della società pubblico-privata con una quota pari al 60%, la Procura aveva disposto un sequestro preventivo di oltre 3 milioni di euro.