La gara d’appalto non ha rispettato i criteri della concorrenza ma le deroghe previste dalla legge sulla ricostruzione post Morandi e l’abolizione dell’abuso di ufficio hanno convinto la procura Europea, Eppo a chiedere l’archiviazione dell’indagine aperta sull’appalto per la nuova diga portuale di Genova del valore di un miliardo e 300 milioni già lievitati a un miliardo e 600 mila provenienti da fondi pubblici europei e nazionali.

La notizia anticipata da Reuters, rivela anche che tra gli indagati compariva anche il nome di Pietro Salini amministratore delegato di Webuild, il colosso delle costruzioni che guida il consorzio PerGenovaBreakwater che sta costruendo l’opera. L’indagine era stata aperta dalla procura europea per una serie di ipotesi di reato che andavano dall'abuso d'ufficio, alla turbativa d'asta, alle irregolarità nella procedura di selezione, alla falsificazione e all'appropriazione indebita di fondi pubblici.

L’inchiesta era nata dall’esposto di Ermete Bogetti, nel 2023 presidente di Italia Nostra Genova, e aveva acquisito anche i rilievi mossi alla gara d’appalto dall’Anac, l’Autorità anti corruzione. Eppo ha chiesto l'assoluzione anche di Paolo Emilio Signorini, ex presidente dell'Autorità Portuale di Genova, Alberto Colosio, responsabile dell'ufficio gare di Webuild, e Jan Albert Vandenbroeck, presidente della società di dragaggio Sidra e membro del consorzio, che comprende anche Fincosit e una divisione di Fincantieri.Sarà ora un gip del tribunale di Genova a decidere se accogliere la richiesta di archiviazione o ordinare nuove indagini.