VENEZIA - Chi meglio di un esperto della Protezione civile, per cercare di spegnere la polemica sulla presenza della Russia, più infuocata del rogo nell’edificio della Serbia? Sarà infatti Valerio Sarcone, fino a un mese fa direttore operativo delle emergenze e dei grandi eventi di Roma Capitale, a rappresentare il ministero della Cultura oggi ai Giardini della Biennale, dove sarà svelata la riqualificazione del Padiglione Centrale di proprietà del Comune di Venezia. Dopo dieci giorni di tensioni, e pare anche un confronto con il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, ieri il ministro Alessandro Giuli ha deciso di evitare l’incontro-scontro con il presidente Pietrangelo Buttafuoco, preferendo inviare in laguna il vice capo di gabinetto nominato lo scorso 16 febbraio.

A mezzogiorno sarà un’assenza di rilievo, vista la motivazione spiccatamente politica, rispetto ai problemi di agenda citati da altri invitati istituzionali. Inizialmente il governatore Alberto Stefani aveva fatto sapere che non ci sarebbe stato, in quanto impegnato in altri appuntamenti in provincia di Treviso, ma in serata ha comunicato il cambiamento di programma, confermando la sua presenza in laguna. L’arrivo a Venezia del suo predecessore Luca Zaia, anche come componente del Consiglio di amministrazione della Fondazione, è in dubbio in quanto di rientro da una trasferta a Roma. Entrambi i leghisti avevano comunque espresso il loro sostegno alla posizione di Buttafuoco nella diatriba con Giuli e di sicuro il presidente della Regione avrà modo di manifestargliela. I saluti del meloniano saranno invece portati dal tecnico Sarcone, chiamato a rappresentare in maniera più asettica il dicastero che ha stanziato i fondi per il restauro «nell’ambito del Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari (Pnc) al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr)», per citare la stringata nota con cui il Collegio Romano ha annunciato il cambio in corsa nel cerimoniale dell’appuntamento promosso da Ca’ Giustinian.