di Tommaso Montesanomercoledì 18 marzo 20264' di letturaTutto iniziò col cartellone nelle stazioni ferroviarie: «Vorresti giudici che dipendono dalla politica?». Una domanda ingannevole e fuorviante, quella del fronte del No, visto che la riforma costituzionale della giustizia non tocca l’articolo 104 della Costituzione, quello che garantisce l’autonomia e l’indipendenza della magistratura. Quella fu la madre di tutte le balle. Solo la madre, vista la quantità di bugie propalate - in oltre tre mesi di campagna elettorale - dal fronte del No. Quello che segue è un campionario - giocoforza non esaustivo - delle bufale diffuse dai nemici della riforma Nordio.1. «Per avere due Csm e l’Alta corte si spenderebbero 47 milioni per tre, dove li prendiamo questi soldi?» (Nicola Gratteri, procuratore capo di Napoli).

Qui il magistrato pare seguire il ragionamento di Milena Gabanelli, che sulCorriere della sera ha ipotizzato un incremento dei costi «da 50 a 100 milioni di euro l’anno». Falso. Come ricordato da Ermes Antonucci del Foglio, non essendo ancora stato stabilito dalla legge ordinaria il numero dei componenti dei due futuri Csm, al momento è impossibile calcolarne il costo.2. «C’è già una legge che dice che giudici di accusa e giudici “giudicanti” possono cambiare ruolo una volta sola (...). La verità è che i giudici danno fastidio» (Concita De Gregorio, giornalista di Repubblica).