Fra allarmi di un ritorno all'Ancien Regime, "quando il sovrano non era assoggettato alla legge", ed appelli di stampo biblico, "andate e moltiplicate i no", da piazza del Popolo a Roma i leader del campo largo hanno imboccato insieme l'ultimo miglio di questa campagna referendaria sulla separazione delle carriere.
"Al governo ci andremo, ma a questa riforma diciamo no", ha detto il presidente del M5s Giuseppe Conte.
Chiusura della campagna elettorale per il NO al referendum sulla giustizia
E la segretaria del Pd Elly Schlein, un minuto dopo: "Vinceremo le prossime elezioni, ma vogliamo essere controllati" da una magistratura indipendente. A differenza del centrodestra, stavolta Schlein, Conte, i leader di Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, con anche il segretario della Cgil Maurizio Landini, si sono presentati insieme per un comizio "unitario" sul referendum. Anche se, per la verità, è mancata la foto di gruppo a suggellare il momento e pure l'alleanza. Né sul palco né dietro. Certo, c'era una questione di orari e di appuntamenti, chi doveva scappare di qua, chi di là in tv per gli ultimi giorni di campagna. E poi c'è da sempre una ragione scaramantica: al centrosinistra le foto tutti insieme prima del voto non hanno mai portato fortuna. Insomma, i saluti calorosi fra i leader ci sono stati eccome, anche un abbraccio fra Conte e Schlein davanti ai fotografi. Ma uno scatto che li immortali tutti, uno di fianco all'altro, non c'è. O se c'è è stato fatto di rapina, perché in posa loro non ci si sono messi. Il dettaglio iconografico non cancella l'unità di intenti. Piazza del Popolo affollata, malgrado il freddo e qualche goccia di pioggia, sul palco da Rosy Bindi all'attrice Sonia Bergamasco, dall'Anpi, all'Acli, ai promotori dei comitati per il "No".













