Per sfruttare la leva dello shock finanziario globale a proprio vantaggio, l’Iran starebbe pensando di ricorrere alle mine antinave per blindare ancora di più lo Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici per il commercio energetico mondiale. Teheran ha migliaia di questi ordigni nel suo arsenale, con cariche esplosive tra i 150 chili e una tonnellata, e capaci di individuare le navi grazie a sensori magnetici, acustici e di pressione. Alcuni modelli sarebbero autopropulsi, quindi possono persino muoversi autonomamente verso il bersaglio dopo averlo identificato.
Fonti dell’intelligence statunitense riportate da Reuters hanno parlato di preparativi iraniani per la posa di circa una dozzina di mine nel canale di transito delle navi commerciali, una mossa coerente con la strategia di Teheran che mira a colpire la logistica globale per spingere Israele e Stati Uniti a sedersi al tavolo delle trattative.
Tuttavia il Pentagono ha successivamente dichiarato di non avere ancora prove certe che lo stretto sia stato effettivamente minato, segno di quanto la situazione sia ancora parecchio fumosa.
IRAN, LA GIORNATA DI GUERRA. TRUMP: "NAVI DA GUERRA PER LA SICUREZZA DI HORMUZ". TEHERAN CHIUDE LO STRETTO "AI NEMICI"











