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14 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 12:59
Teheran ha iniziato a minare lo Stretto di Hormuz. Le operazioni, di cui si è cominciato a parlare pochi giorni dopo l’inizio dei raid di Stati Uniti e Israele sull’Iran, è stata confermata al New York Times da un funzionario statunitense al corrente dei più recenti dati di intelligence a disposizione delle strutture militari di Washington. Se da una parte il Comando Centrale Usa ha affermato di aver distrutto le imbarcazioni più grandi che avrebbero potuto essere usate per compiere l’operazione, giovedì la forza navale dei Pasdaran, ha riferito la fonte, ha iniziato a utilizzare imbarcazioni più piccole per strozzare ancor di più il choke point del Golfo Persico attraverso il quale transita un quinto del petrolio mondiale.
Le stime disponibili vedono l’Islamic Revolutionary Guard Corps Navy avere a disposizione tra le 3.000 e le 6.000 mine navali. Secondo Alma Research & Education Center, think tank israeliano legato all’intelligence che monitora il confine nord di Israele e fornisce analisi sulle capacità militari dell’Iran, in passato Teheran importava questi ordigni da Cina, Russia e Corea del Nord, ma ora ne produce la buona parte. Inoltre, nel corso del tempo, “il regime è stato in grado di migliorare e modificare le diverse mine, oltre a creare nuovi sistemi”.










