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13 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 8:10
Un bel sogno. Di quelli che ti divertono, ti fanno sorridere mentre dormi, ma che per contorni e stramberia non possono che essere un sogno. E che magari quando ti svegli ti lasciano il sorriso, pensando sia a quanto fosse bello quel sogno, sia alla sua stramberia. È stato un bel sogno Jorge Alberto Gonzalez Barillas: Magico, più semplicemente.
Un sogno che inizia a Colonia Luz, quartiere popolare di San Salvador, esattamente sessantotto anni fa: Jorge è ultimo di otto fratelli e sul campo “La Tuerca”, un pezzetto di terra del quartiere in cui si gioca a pallone, sogna di imitare Mauricio, suo fratello maggiore, detto “Pachin”. Mauricio è un centrocampista già affermato, forte. Jorge lo guarda con ammirazione, sebbene il pallone per lui sia più che altro un oggetto ludico, un mezzo per divertirsi con gli amici: l’ambizione è fare il tassista. Già, perché Jorge è forte, è un mago col pallone e ancora oggi c’è chi è pronto a raccontare questo o quel trucco incredibile riuscito a quell’artista sul campo di Colonia Luz. D’altronde basta vedere qualche video che per rendersi conto che non è una bugia: numero 11 sulle spalle, e poi dribbling, biciclette, rabone, elastici (quando ancora non si chiamavano così, quando ancora non si chiamavano e basta) tutti eseguiti con eccellente precisione, tutti riusciti.








