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24 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 8:03
La vendetta di un ex che non è neppure ex. Storie di un altro calcio, degli anni ’60, di un “Piede di Dinamite” venuto dal Perù. Già, è il 24 ottobre del 1965, esattamente 60 anni fa, e di fronte a San Siro ci sono il Cagliari di Gigi Riva e il Milan di Liedholm. In avanti i sardi schierano Riva e Nenè, con Gallardo a supporto: al 30esimo segna Rizzo, al 47esimo è proprio il peruviano a raddoppiare, facendo sognare i tifosi rossoblù. Gol dell’ex? Forse. Già perché erano stati proprio i rossoneri a portare in Italia “El Jet” o “Piede di Dinamite”, considerato uno dei più forti attaccanti del Sudamerica.
Nato da famiglia poverissima nella “Hacienda Rosero Bajo” di Chincha, in Perù, nel 1940 a soli cinque anni si trasferì a Lima, in cerca di un futuro migliore. Nelle strade della capitale Alberto Gallardo si diverte con la palla, giocando con gli amici e sperimentando anche “innovazioni” per trovare traiettorie più difficili da bloccare per i portieri: era solito schiacciare il pallone per rendere i tiri più imprevedibili. Alto e scattante, diventa un giocatore di fascia e si unisce al Mariscal Castilla, una modesta formazione appena promossa in prima divisione. Poi passa allo Sporting Cristal, diventando un idolo assoluto della squadra, vincendo il campionato e segnando a raffica. Gol e giocate che gli valgono anche la nazionale peruviana, con cui partecipa alle olimpiadi di Roma e alla Copa America del 1963 dove segna 4 gol in sei partite.






