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7 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 11:22
Un pallonetto spietato e preciso: a quasi 35 anni “El Gringo” spara ancora e lo fa, riagguantando la Fiorentina al Dall’Ara in un freddo pomeriggio di novembre di cinquant’anni fa. “El Gringo” è Sergio Clerici, in Italia già da quindici anni, ancora pericolosissimo a 35 anni, con la maglia del Bologna. Chiarissime origini italiane da parenti toscani e meneghini, ma nato a San Paolo, dove gioca praticamente a tutto: a calcio sulla spiaggia, ovviamente, ma pure a basket, volley, calcio a cinque, hockey (dove arriva anche in Serie A). In realtà in Brasile si chiama Clerice, per un errore all’anagrafe, e in campo è Serginho.
E studia pure Serginho, alternando lo sport al ginnasio: ma è bravo con la pelota ai piedi e un amico calciatore gli procura un provino all’Internacional, che ovviamente va bene, e così a sedici anni inizia una carriera che per l’epoca è da considerare lunghissima. Passa alla Portoguesa santista, contemporaneamente fa il servizio militare, e in una partita a guardarlo c’è un osservatore del Lecco. È il 1960 e in Italia vanno di moda gli oriundi: Sergio lo è davvero e viene acquistato dalla società lombarda per il tramite di un imprenditore italiano che opera lì in Brasile, solo che per arrivare in Italia deve aspettare il Natale complici gli obblighi militari.






