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23 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 8:33
“Nella vita non è dove vai, ma con chi viaggi”. Lo diceva Schulz, l’inventore dei Peanuts: forse con questa sua massima e con José Ferdinando Puglia, detto semplicemente Fernando, ci avrebbe creato una bella striscia. La storia di questo attaccante brasiliano, nato esattamente ottantanove anni fa a Sao Josè do Rio Pardo, in Brasile, si snoda quasi interamente attorno a un viaggio, a un aereo e ad un incontro casuale. Già, perché nel 1961, con molti meno aerei e molta meno gente che li prende è un caso, fortunato o meno chissà, incontrarci su Helenio Herrera in persona.
Come ci è arrivato Feranando su quell’aereo però? A San Josè gioca a pallone mentre va a scuola, poi passa al Palmeiras dove da attaccante forma una bella coppia con Faustinho e gioca e diventa amico anche di Josè Altafini. È bravo, una bella mezzala, capace di giocare sia in fase offensiva grazie ai suoi piedi buoni che in fase difensiva. Si fa notare, lo Sporting Lisbona lo acquista nel 1959. Coi biancoverdi fa benissimo, 58 gol segnati in 57 partite giocate, e allora l’ambizioso Palermo di Vizzini e di Totò Vilardo lo acquista. Sono altri tempi, tutt’altri rispetto alle attuali abitudini di contratti da centinaia di pagine, penali e cavilli, e si suppone che la parola basti, almeno tra un aeroporto e l’altro.






