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20 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 8:06

Qualcosa di meraviglioso, qualcosa di brutto, e poi un gol. Una domenica straordinaria per molti, una domenica random se ti chiami Dejan Savicevic e il tuo soprannome è “Il Genio”.

Genio, che dopo un periodo un po’ così, con una sconfitta in un derby e un’eliminazione sanguinosa dalla Champions a Bordeaux sotto i colpi di Dugarry si prende il Milan sulle spalle il 24 marzo del 1996 contro il Parma di Nevio Scala. Sulle spalle, sì, dopo aver tentato di scrollarselo di dosso scazzottando Sensini quando la gara era ancora sullo zero a zero, venendo graziato da Collina. L’artista Dejan era questo, l’abisso e subito dopo le volte celesti, come il dipinto che traccia sulla sinistra bevendosi Couto e Apolloni con un movimento ancora oggi poco comprensibile, e servendo a Roberto Baggio il pallone dell’1 a 0. E poi ancora, a vedere una retta impossibile dove infilarci al volo di destro un assist per Donadoni per il 2 a 0. Il 3 a 0 lo segna lui ma in fin dei conti è “solo”un sinistro rasoterra alle spalle di Bucci: un po’ come la firma nascosta da qualche parte in un’opera d’arte.