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13 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 21:32

Batti e ribatti, rimonte e contro-rimonte. Una folle roulette russa, che alla fine premia la Juventus. E Tudor, che pesca dal mazzo il jolly vincente: il giovane Adzic, il protagonista meno atteso tra tutte le stelle, che decide il derby d’Italia con un siluro da trenta metri a tempo scaduto. A Torino finisce 4-3 una partita piuttosto scriteriata, che ricorda da vicino il 4-4 di San Siro dello scorso anno, solo con esito diverso. Un match in cui la Juve è stata avanti due volte senza fare molto per esserlo, l’Inter a un quarto d’ora dalla fine pensava (e meritava) di vincere, e invece ha perso malamente nel recupero. Il punteggio premia ovviamente i bianconeri, oltremisura. Quanto alla prestazione, invece, c’è poco da stare allegri, da entrambe le parti.

I nerazzurri, ancora una volta, hanno confermato tutti i propri problemi. Una manovra costante ma lenta, brutta copia di quella dello scorso anno. Calhanoglu, autore di una doppietta ma anche di diversi errori in impostazione, nonostante giochi sotto ritmo e nel mirino della critica, rimane l’unico giocatore di fantasia, pur in posizione arretrata, di una squadra senza guizzi. E poi tanti, troppi gol subiti: stavolta anche Sommer (impreciso su almeno due delle quattro reti subite, compresa l’ultima decisiva) è stato un fattore e comincia a far venire qualche interrogativo. Dall’altra parte, si è vista una Juve vogliosa, diligente, ma davvero modesta nella proposta, non si capisce se per scelta, per esaltare i limiti ormai arcinoti dell’Inter, o per incapacità, e i due gol presi in fotocopia (con un tiro da fuori mentre tutti erano schiacciati dentro l’area) non sono un caso. Ma è prima a punteggio pieno, stasera nessuno se ne accorgerà.