TORINO. E vaglielo a spiegare, ora, al signore che sul 2-4 abbandonava la tribuna dell’Allianz Stadium sgranando un improperio ad ogni scalino calpestato... No, non si fa. Con la Juventus di Tudor, a quanto pare, non si fa. Si sta «fino alla fine», ché a quanto pare vuol proprio dire fino all’ultimo secondo. Incredibile.

La Juventus ha buttato via un tempo, praticamente, poi sembrava aver buttato via sé stessa. E invece, quando pareva non restasse null’altro da pensare se non «All is lost», tutto è perduto, si verifica l’imponderabile. C’è il secondo gol di Vlahovic che firma il 3-4, c’è il gol di Kelly che (96’!) firma il 4-4. Così pure quel capolavoro alla Del Piero (sì, alla-del-piero) con cui Yildiz aveva lanciato la rimonta assume un sapore ancor più dolce e romantico.

Il primo tempo è paradossale, a suo modo. Nella scelta degli interpreti, Tudor aveva dato idea di voler corroborare e alimentare un approccio piuttosto spavaldo e spericolato, in linea con un mood più prettamente europeo. Se leggi Yildiz-Openda-David, del resto, t’immagini un tridente sfizioso e brillante in grado di suscitare qualche bel grattacapo alla difesa giallonera.

Yildiz, il trascinatore formato Del Piero. Il tesoro ritrovato di Vlahovic