Battere il ferro finché é caldo, trasportati dall'entusiasmo del successo sull'Inghilterra.

Sabato l'Italia può cogliere in casa del Galles la terza vittoria in una stessa edizione del Sei Nazioni di rugby, risultato mai raggiunto in 25 anni di partecipazione. Gonzalo Quesada però non vuole che la concentrazione sia alterata dal ricordo della storica vittoria dell'Olimpico.

"Il passato non conta niente. Questa sarà la partita più dura" ha sottolineato il ct in conferenza stampa, prima di partire alla volta di Cardiff per il match di sabato pomeriggio. I Dragoni arrivano da quattro sconfitte in altrettante partite, quindi "sono obbligati a vincere. E, soprattutto, - sottolinea Quesada - hanno fatto bene contro Scozia e Irlanda. Noi abbiamo recuperato, anche se abbiamo avuto un giorno in meno di preparazione. Abbiamo alcuni giocatori infortunati (mancherà Simone Ferrari, che contro gli inglesi ha riportato un trauma distorsivo al rachide cervicale, ndr), ma stiamo bene e i ragazzi sono tornati ad allenarsi con la stessa qualità e concentrazione di sempre dopo la vittoria con l'Inghilterra". Italia e Galles si sono affrontati 34 volte: il bilancio dice 28 vittorie per i gallesi, cinque per gli azzurri - l'ultima l'anno scorso, 22-15 nel secondo turno - ed un pareggio per 18-18 nel Sei Nazioni 2006. Nel 2024 l'impresa più bella: primo tempo 0-11, risultato finale 21-24, nel miglior Sei Nazioni nella storia dell'Italia. "Non so se nel 2024 fossimo i favoriti, ma sicuramente dopo il pareggio in Francia e la vittoria contro la Scozia c'era tanto ottimismo e anche l'anno scorso, giocando in casa, eravamo in una situazione simile - dice Quesada -: sappiamo quali sono le aspettative nei nostri confronti. Spero che faremo una grande partita, sarebbe una ricompensa enorme per tutto lo staff e per i giocatori, che meritano di chiudere con cinque partite competitive su cinque, qualcosa che prima non era mai successo".