"Giusi Bartolozzi è una capa di gabinetto di grandissima esperienza, che ha accumulato l'esperienza politica con l'esperienza di magistrato, è sempre stata estremamente fedele ed estremamente laboriosa.
Quindi le dimissioni si chiedono per ragioni molto più serie". Con queste parole anche oggi il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha blindato la sua 'numero due' a via Arenula confermando che resterà al suo posto.
Dal Pd volano subito bordate e anche un po' di ironia: "ma davvero la fedeltà giustifica tutto? Ministro lei rappresenta il ministero della giustizia che per la storia di questo paese non merita di essere trascinato nella polvere da chi, nello svolgimento di un ruolo così delicato e importante, dimostra di non avere alcun senso delle istituzioni e di rispetto per la Costituzione e i suoi equilibri e pronuncia frasi eversive", morde la dem Debora Serracchiani.
L'ennesima difesa di Nordio a Bartolozzi arriva in una giornata che era stata dominata dalle polemiche piombate su uno dei nomi forti del fronte del No, il procuratore di Napoli Nicola Gratteri. A lanciare il sasso nello stagno è stato il direttore del Foglio, Claudio Cerasa, pubblicando un post nel quale rende noto uno scambio di battute tra il procuratore ed una giornalista. "Abbiamo chiamato Gratteri - si legge nel post - per capire perché ha detto che Sal Da Vinci voterà "no" al referendum (falso). Ci ha detto: scherzavo. E ha aggiunto: "Se dovete speculare fate pure. Tanto dopo il referendum con voi del Foglio faremo i conti, tireremo su una rete".













