UNI, l’Ente italiano di Normazione, vara il primo strumento che valuta l'impatto di genere delle misure legislative e dei programmi di investimento della Pubblica Amministrazione con la prassi di riferimento UNI/PdR 180:2026.

Lo stato di salute dell’uguaglianza di genere continua a richiedere decisivi supporti. Il divario appare particolarmente evidente, tanto da risultare, a tratti, patologico, se si guarda al mercato del lavoro. Il tasso di occupazione femminile nel 2024 (53,3%) rimane distante da quello maschile (70%) e dagli standard UE, dove la media è pari al 66,2%. La disoccupazione delle donne è al 7,4% e resta più elevata rispetto a quella degli uomini, pari al 6,2%. Seppure in graduale miglioramento, rimangono ancora elevati anche i tassi di inattività. Il 42,4% delle donne tra i 15 e i 64 anni risulta inattivo, a fronte del 24,4% degli uomini, con situazioni particolarmente critiche nelle regioni del Mezzogiorno, dove l'inattività femminile supera il 56%.

Sono questi alcuni dati del Gender Policy Report 2025 dell’INAPP (Istituto Nazionale Analisi Politiche Pubbliche) che confermano come l’accesso e la permanenza nell’universo lavorativo continuino a essere nettamente sfavorevoli per le donne.