Tassi di occupazione femminile al 70%, in linea con la media europea, grazie a politiche attive, formazione professionale, sostegno all'imprenditorialità e organizzazione del lavoro flessibile.

Azzeramento del divario retributivo fra uomini e donne. Offerta di asili nido al 50% entro cinque anni e congedo di paternità obbligatorio di tre mesi entro il 2028 per favorire la natalità. E per contrastare la violenza di genere: prevenzione ed educazione all'affettività a scuola.

Sono alcune delle dieci proposte contenute nel primo report elaborato dal comitato scientifico di UN Women Italy e parità di genere: "Ridefinire le priorità e accelerare il cambiamento" che viene presentato alla vigilia del 25 novembre.

"La piena integrazione delle donne nel sistema economico e sociale è il filo che tiene insieme crescita, innovazione e coesione democratica. Investire sulle donne significa investire sul futuro dell'Italia. Per questo è necessario e urgente mettere in campo politiche sistemiche e lungimiranti capaci di rimuovere le barriere strutturali e culturali che impediscono al Paese di prosperare", commenta la presidente di UN Women Italy Darya Majidi. L'Italia - viene ricordato - è il fanalino di coda nell'Unione Europea con un tasso di occupazione femminile poco sopra il 53% (-18% rispetto agli uomini) e tassi di fecondità ai minimi storici dal 1995 (appena 1,18 figli per donna nel 2024). Ed ancora carriere discontinue e precarie, ricorso al lavoro part-time involontario, un divario salariale tra uomini e donne che nel settore privato sfiora il 17,7% e una copertura di servizi per l'infanzia cronicamente insufficiente (il 30% la media nazionale con forti squilibri tra nord e sud) e con le laureate in discipline Stem al 16,8% con venti punti percentuali in meno rispetto agli uomini.