PORDENONE - Se non una svolta, un passo formale forte quello compiuto da dieci sindaci del Veneto Orientale che ieri hanno protocollato la loro richiesta al Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia di un’audizione in V Commissione, quella che si occupa degli Affari istituzionali, per «valutare soluzioni condivise che garantiscano servizi efficienti e qualità della vita ai nostri cittadini». In pratica, un avvio di dialogo forse per futuri trasferimenti. La richiesta giunge dai Comuni che sono compresi nel territorio veneto della diocesi di Concordia Pordenone, di cui sette friulanofoni: Annone Veneto, Cinto Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Portogruaro, Pramaggiore, San Michele al Tagliamento, San Stino di Livenza e Teglio Veneto.

L’opzione di un’audizione con i Comuni confinanti che guardano con favore al vicino Friuli Venezia Giulia l’aveva lanciata a gennaio il consigliere regionale pordenonese di FdI, Markus Maurmair, sostenendo che il ritorno delle Province elettive in regione poteva consentire un ragionamento per un possibile allargamento a Ovest della ri-costituenda Provincia di Pordenone. Un’intraprendenza accolta con favore dai sindaci friulani confinanti, ma con molta cautela dagli stessi partiti di centrodestra e dai vertici istituzionali della Regione, per evitare che l’idea fosse intesa come una velleità espansionistica della Regione autonoma. Se c’è un interesse, questo deve essere manifestato espressamente e formalmente dalle parti interessate, era l’affermazione ricorrente. Nel caso ciò accadesse, si continuava, sarebbe stato pensabile l’ascolto. Veto, viceversa, su un’audizione consiliare richiesta da parte friulana, come quella depositata il 26 gennaio dal consigliere Maurmair.