VENEZIA/PORDENONE - Sulla "questione orientale", con il rischio di fuga in Friuli dei Comuni veneziani di confine, ora scendono in campo i governatori, Alberto Stefani e Massimiliano Fedriga. Già lunedì, alla Fiera dell'Alto Adriatico di Caorle, Stefani aveva promesso una risposta alle istanze dei Comuni del Veneto orientale. Ieri ha definito meglio gli ambiti, puntando su autonomia differenziata da un lato e fondi di confine dell'altro. Il presidente del Veneto ne ha parlato a margine della cerimonia dedicata al Giorno della Memoria. «Il dialogo - ha ribadito Stefani - è alla base di ogni scelta e la Regione, negli anni, ha sempre dimostrato di saperlo portare avanti. Sono sicuro che il Veneto saprà dare le giuste soluzioni e offrire, anche con il processo di autonomia differenziata, le giuste valutazioni e misure anche ai Comuni di confine».
«Stiamo dialogando, - ha proseguito condividendo con loro un percorso legato pure ai fondi di confine: a livello nazionale esistono istituzioni che li garantiscono. Sono erogati proprio sulla base di determinate finalità di confine. Continueremo a fare questo lavoro; è pur vero però che di Comuni che vogliono passare da una regione all'altra si parla da anni. E ricordo che il processo è molto più complesso di come viene spesso descritto. Poiché serve una legge di carattere nazionale, ci vuole la deliberazione di entrambe le parti. Insomma, non è una cosa che può avvenire in un attimo. Un dialogo aperto con le istituzioni locali comunque c'è: venendo dalla mia esperienza di sindaco (di Borgoricco, ndr), conosco bene quanto sia fondamentale che vi sia. Con tutte le istituzioni, non solo con quelle di confine».






