PORTOGRUARO (VENEZIA) - Il futuro del Veneto orientale schiacciato tra Venezia e il Friuli torna sotto i riflettori. In un momento in cui scarseggiano le risorse a disposizione degli enti locali e si avvicinano le elezioni del sindaco di Venezia, che sarà poi anche il nuovo sindaco della Città metropolitana, si riapre il dibattito sul ruolo del Veneto orientale, con le consuete differenziazioni tra il Portogruarese e il Sandonatese.

A rilanciare il tema sul peso che possono avere all'interno dei confini provinciali, i 22 Comuni della Conferenza dei sindaci del Veneto orientale è il sindaco di San Donà di Piave nonché presidente della Conferenza, Alberto Teso. Lamentando la scarsa attenzione al territorio da parte della Città metropolitana di Venezia, Teso ha provocatoriamente proposto la creazione di una nuova provincia autonoma.

«Il Veneto orientale è considerato un quartiere periferico di Venezia. Eppure ha detto Teso per numero di abitanti, per il valore della produzione economica, per il ruolo delle spiagge a livello nazionale ha una rilevanza che non può, come è stato fatto finora, essere così sottovalutata. Visto che ci sono le elezioni, ho acceso un faro su quest'area, annunciando che non intendiamo stare alla finestra a guardare. Il ritorno alla provincia elettiva sarebbe già un grande passo ma nel frattempo ha proseguito il presidente della Conferenza dei sindaci - chiediamo più attenzione. Il tema della concorrenza sleale del Friuli Venezia Giulia c'è ed è molto importante. Sono convinto che le Regioni a statuto speciale non abbiano davvero più senso di esistere. O siamo speciali tutti o andrebbero abolite. Il Veneto orientale è unito e vuole solo contare di più. Se questa nostra rilevanza non ci verrà riconosciuta siamo disposti a valutare anche nuove strade. Con il sindaco di Portogruaro, in ogni caso, - ha concluso Teso - c'è massima intesa».