PORTOGRUARO (VENEZIA) - Sono pronti a chiedere un tavolo con le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia i sindaci della cintura portogruarese che da tempo sono in difficoltà nel garantire servizi ai cittadini e risposte al passo con i tempi alle imprese. Tra i Comuni che avrebbero più diritto di altri ad alzare la voce c'è Cinto Caomaggiore, che ha già espresso il suo sì al passaggio di Regione.
Nonostante l'esito favorevole del referendum del 2006 (il 91,5 per cento si espresse per il sì al cambio e si raggiunse il quorum), l'iter si è arenato a Roma, nella rassegnazione generale. "Questo è un delitto politico - ha commentato il sindaco Gianluca Falcomer - La mancanza di risposte da parte della politica romana è una vergogna: dovrebbero dirci e motivarci il sì o il no ed invece è calato un pesante silenzio che dura da vent'anni". Falcomer ha ricordato che su quel referendum c'era stato l'ok delle Regione Veneto, del Friuli e della Provincia di Pordenone. «Cinto dista 18 chilometri da Pordenone mentre per arrivare a Venezia ci serve un'ora ma se pensiamo di gestire i territori su strutture istituzionali nate 226 anni fa non andiamo da nessuna parte. Altri Paesi europei - ha aggiunto - hanno fatto delle riforme per rivedere l'organizzazione territoriale secondo un unico principio, quello dell'omogeneità, e un unico obiettivo, quello di essere più aderenti possibile alle richieste sui servizi. Va insomma rivista l'architettura istituzionale del nostro Paese».






