TREVISO - ​«Il cuore in Veneto, ma il portafoglio sta meglio in Friuli». È questa la sintesi che esce dai Comuni della Marca orientale pronti a indire un referendum per spostarsi nella Regione autonoma a statuto speciale. Da Gaiarine a Meduna, Portobuffolè e Motta di Livenza. Un’area di 90 chilometri quadrati con oltre 20mila abitanti. A livello amministrativo, una cosa è il sentimento, altra la possibilità di avere più risorse, finanziare più opere, poter reclutare lavoratori nei municipi grazie a stipendi più alti anche di 300 euro rispetto ai livelli attuali e far risparmiare i cittadini.

«Non nascondo che il pensiero del referendum sta emergendo - spiega Diego Zanchetta, sindaco di Gaiarine - le differenze tra Veneto e Friuli aprono inevitabilmente a delle riflessioni, anche e soprattutto a fronte della missione che abbiamo come amministratori: dare servizi ai cittadini e gestire le risorse al meglio».

«Siamo veneti e tali ci piacerebbe rimanere - specifica - la millenaria storia della Repubblica Veneta la sento mia, ma sono trascorsi quasi 10 anni da quello storico 22 ottobre 2017 (giorno del referendum sull’autonomia del Veneto, ndr), quando oltre 2,3 milioni di veneti hanno ben detto cosa volevano. Da questo plebiscito non si è mosso praticamente nulla. E non per colpa dei veneti». A Meduna c’avevano già provato col referendum del 2008, che non raggiunse il quorum (si arrivò al 42,1%). Ma ora si guarda verso una nuova consultazione. «Ci stiamo sentendo tra Comuni: mai dire mai - sottolinea il sindaco Arnaldo Pitton - sul risultato precedente aveva pesato il nodo dei residenti all’estero». Anche Portobuffolè apre al referendum. «Ci stiamo pensando - dice il sindaco Andrea Susana - tra le cose che fino ad ora ci hanno trattenuto c’è stata la speranza di vedere una luce dopo il referendum del 2017 sull’autonomia del Veneto». Ma non a caso quando qui si parla di fusione, in prospettiva, la si immagina con Prata di Pordenone. A Motta di Livenza si misurano le parole. I nodi, però, sono simili. A partire dalle difficoltà nel trovare lavoratori per il Comune: «Siamo sempre alla ricerca di personale - ha detto il sindaco Alessandro Righi nel consiglio comunale di dicembre - ma purtroppo chi cerca lavoro nella pubblica amministrazione spesso sceglie il Friuli Venezia Giulia, dove gli stipendi sono più alti».