VENEZIA - Diventa sempre più concreta l’idea di aprire i confini della costituenda Provincia di Pordenone ai Comuni veneti confinanti con il Friuli Venezia Giulia. Domani, infatti, il proponente, il consigliere regionale di FdI Markus Maurmair, depositerà formalmente la richiesta al presidente della Commissione consiliare Affari istituzionali, il leghista Diego Bernardis, di prevedere un’audizione con gli otto Comuni che sono in territorio veneto, per saggiare le loro reali intenzioni. Nonostante più voci pongano l’accento sul fatto che il trasferimento di enti locali da una Regione all’altra abbia ben poco a che fare con la ricostituzione delle Province in Friuli Venezia Giulia – di mezzo, infatti, oltre alla volontà popolare deve esserci l’espressione del Parlamento -, Maurmair va dritto per la sua strada, considerando che la riattivazione degli enti intermedi in regione sia proprio il momento più propizio per affrontare la questione.
I riferimenti sono per i comuni di Cinto Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Portogruaro, San Michele al Tagliamento e Teglio Veneto, quelli che la Regione Veneto e l’Arler, l’Agenzia regionale per la lingua friulana, indicano come “comuni friulanofoni del Veneto” nell’ambito territoriale di tutela della lingua friulana, nei quali si applicano le norme previste per la minoranza friulana. Ma in Veneto, di fronte a questa proposta, la reazione al momento rimane cauta. E, non a caso, ad essere ricordata è la battaglia per l’autonomia regionale. «Sicuramente all’interno della stessa provincia – marca Lucas Pavanetto, vicegovernatore del Veneto anche lui appartenente a FdI - esistono forti diversità. L’assessore Zecchinato, che ha la delega agli enti locali, affronterà le problematiche insieme ai sindaci. Il tema dei comuni di confine è ben conosciuto: è una questione che ogni giunta deve affrontare e che questa amministrazione affronterà con concretezza. Il presidente De Stefani, che ha sempre fatto dell’autonomia un riferimento centrale della propria azione politica, saprà gestire questa sfida».







