Quello che mangiamo, soprattutto a cena, può influenzare in modo diretto la qualità del sonno della notte successiva. In particolare, una dieta ricca di fibre e di alimenti vegetali sembra favorire un sonno più profondo e ristoratore, mentre l’orario e la quantità dei pasti serali possono modificare la durata del riposo e il ritmo cardiaco notturno. È quanto emerge da uno studio condotto da Hagai Rossman del Weizmann Institute of Science in Israele.
Più fibre a cena e il sonno migliora
Lo studio ha analizzato circa 4.800 notti registrate tramite dispositivi indossabili, insieme a diari alimentari compilati in tempo reale. I ricercatori hanno osservato le abitudini quotidiane dei partecipanti in condizioni di vita reale, per capire come ciò che si mangia durante il giorno si rifletta sul sonno della notte successiva. I risultati mostrano che una maggiore presenza di fibre nella dieta è associata a più sonno profondo e più sonno REM, le fasi più rigeneranti del riposo.
Allo stesso tempo si riduce la quota di sonno leggero e si abbassa leggermente anche la frequenza cardiaca notturna, un segnale di maggiore recupero fisiologico. Quando i ricercatori hanno confrontato giornate con abitudini alimentari molto diverse tra loro, gli effetti osservati sono diventati ancora più evidenti. Nel complesso, i risultati indicano che anche le scelte alimentari quotidiane più semplici, soprattutto una dieta ricca di alimenti vegetali e il modo in cui distribuiamo i pasti nella giornata, possono avere effetti immediati e misurabili sulla qualità del sonno.








