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Ultimo aggiornamento: 19:08

Un sistema che crea “grave allarme sociale e suscita sfiducia verso l’operato delle istituzioni“, così scrive il giudice per le indagini preliminari di Palermo, Filippo Serio. L’inchiesta, non a caso, è già un terremoto politico in Sicilia, dove piovono le richieste di dimissioni, perfino nei confronti del presidente della Regione, Renato Schifani: “Questa inchiesta è un macigno sul governo Schifani”, tuona Antonio De Luca, portavoce del M5s in Sicilia. Al centro dell’indagine c’è, infatti, il manager della Sanità, Salvatore Iacolino, uomo a lui molto vicino, almeno fino a qualche tempo fa, quando poi Schifani ha ceduto alle pressioni di Fdi, che non voleva Iacolino alla guida del dipartimento regionale della Sanità. A quel punto, il manager e politico si è avvicinato alla Lega.

Le sue intermediazioni nel mondo della Sanità erano a favore di Carmelo Vetro, uomo d’onore di Favara, scarcerato nel 2019 dopo una detenzione di 9 anni per mafia. Ma non c’è solo Cosa nostra: “Oltre alla pesante dote mafiosa di cui è portatore alla luce dei trascorsi criminali già accertati (nonché quelli del padre, già mafioso di vertice della provincia agrigentina), ha messo a frutto consolidati, variegati e allarmanti rapporti derivanti dalla risalente e attuale appartenenza alla massoneria, vero e proprio collante tra le più diverse componenti della società”, così scrivono i magistrati palermitani.