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11 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 18:34
Circa 80mila euro in contanti trovati all’interno di alcune casseforti. È quanto hanno sequestrato i carabinieri del Ros a Salvatore Cuffaro, nel corso delle perquisizioni disposte dalla Procura di Palermo. L’ex presidente della Regione siciliana, come noto, è indagato – insieme ad altre 17 persone, tra cui l’ex ministro e attuale deputato di Noi Moderati Saverio Romano – per associazione a delinquere, turbata liberà degli incanti e corruzione. Per Cuffaro e gli altri i pm hanno chiesto gli arresti domiciliari: le carte dell’inchiesta parlano di un comitato d’affari occulto che ruoterebbe intorno a un presunto sistema di appalti pilotati nella sanità e assunzioni di soggetti segnalati dall’ex governatore e dai suoi sodali. Il denaro è stato trovato nel corso di perquisizioni: parte era conservato in alcune casseforti della casa di Palermo di Cuffaro, parte nascosto nella sua tenuta di San Michele di Ganzaria, nel Catanese.
Una notizie che trapela nel giorno dell’inizio degli interrogatori preventivi per alcuni degli indagati. Davanti al gip di Palermo, Carmen Salustro, è comparso Vito Fazzino, commissario della gara di appalto per l’affidamento dei servizi di ausiliariato e reception bandita dalla Asp di Siracusa e illegittimamente assegnata, secondo i pm, alla Dussmann Service srl. Per l’accusa, dietro all’aggiudicazione, che sarebbe dovuta andare alla ditta Pfe, ci sarebbe stato un accordo criminoso volto a favorire la Dussman e l’impresa di Sergio Mazzola che ha ricevuto un subappalto, la Euroservice srl, sponsorizzata da Romano. Il ruolo di Fazzino nella vicenda sarebbe stato ridimensionato. L’indagato avrebbe ammesso di aver commesso un falso, ma perché indotto in errore: perciò per lui la Procura ha revocato la richiesta di arresto.






