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13 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 9:49
In Sicilia c’è un sistema sanitario “affetto da una corruzione sistemica”. Lo scrivono i magistrati nella richiesta di misure cautelari per 10 indagati, autorizzate dal giudice per le indagini preliminari. La procura di Palermo sospetta l’esistenza di un comitato d’affari criminale per gestire gli appalti nella sanità. Sarebbe composto da dirigenti pubblici, lobbisti, imprenditori del settore di livello nazionale e loro collaboratori, legati da contiguità con esponenti politici di rilievo. Nella richiesta i magistrati ipotizzano turbative d’asta di gare per 130 milioni: l’ennesimo scandalo in un settore più volte finito nel mirino degli inquirenti.
L’inchiesta, che è l’ultimo capitolo di una maxi indagine degli anni scorsi portata avanti dai pm coordinati dal procuratore Maurizio de Lucia. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di corruzione, turbata libertà degli incanti, turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.







