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7 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 11:41

Una proliferazione di reati, che bloccherà la macchina della giustizia. È l’allerta lanciata con un’intervista a La Stampa dal procuratore di Palermo, Maurizio De Lucia. “Il processo contro i mafiosi è un processo come gli altri e, bene o male, ancora si riesce a fare. Quello che non si riesce a fare è il processo normale, che il cittadino ha bisogno si svolga in tempi ragionevoli. Ora abbiamo un proliferare di reati, ma sempre con le stesse regole. Non possiamo aumentare i processi perché aumentano i reati: così si ingolfa tutta la macchina“.

De Lucia è molto critico sulla riforma della separazione delle carriere in magistratura: “Non è una riforma della giustizia, ma della magistratura – sostiene – Separare le carriere non sposta di un giorno la durata dei processi. Inoltre, la separazione tra pubblico ministero e giudice già c’è”. Il riferimento è al fatto che attualmente è possibile passare dal ruolo di giudicante a requirente e viceversa solo una volta durante la carriera. “Con le modifiche proposte, invece, si avrà un pubblico ministero senza responsabilità. Questa riforma porta o a un pubblico ministero incontrollato o, in futuro, controllato dall’esecutivo”, aggiunge De Lucia. E ancora secondo il magistrato la riforma creerà “un pubblico ministero isolato e a rischio di diventare molto autoreferenziale”.