VENEZIA - Era nell’aria dal giorno dopo lo “scossone” che ha, di fatto, annunciato la fine dell’era Cecconato. Il fronte dei sindaci “trasversali” – così vengono definiti quelli non proprio allineati con il “blitz” con cui Asco Holding vuol dare una svolta alla governance di Ascopiave – ha tutta l’intenzione di far sentire la propria voce. Nella giornata di ieri, i tre comuni di Valdobbiadene, Tarzo e Revine Lago, hanno presentato altrettante richieste di convocazione dell’assemblea di Asco Holding. E i loro nomi non sono passati inosservati. Perchè, ad eccezione del civico Luciano Fregonese, sindaco di Valdobbiadene, Gianangelo Bof (Tarzo) e Massimo Magagnin (Revine Lago) sono militanti del Carroccio di Marca. Lo stesso partito dal quale è partito l’avviso di sfratto a Cecconato. Al quale viene contestata, tra i vari punti, un’eccessiva concentrazione di poteri: quelli di presidente, amministratore delegato e direttore generale. Stando ai primi cittadini coinvolti, l’obiettivo è quello di discutere in assemblea la scelta del cda della Holding di proporre importanti modifiche allo statuto della capogruppo Ascopiave.
«È un dovere per un sindaco - afferma Magagnin -. Desideriamo ricevere informazioni in quanto soci pubblici». La questione è legata ai profitti, vero ossigeno per tanti Comuni, grandi e piccoli, che fanno parte della compagine societaria. «Per me i dividendi sono fondamentali - aggiunge il primo cittadino - mi permettono di pagare quasi completamente la spesa del personale». E nei nove anni con Nicola Cecconato alla guida, l’utile non è mai mancato, anzi. «Di Cecconato ho stima, ha portato Ascopiave a un livello ancora più alto - aggiunge Magagnin -. Quindi chiediamo lumi. E se Panighel (Graziano, presidente di Asco Holding, ndr) in assemblea rassicurerà sul futuro, personalmente sarò più tranquillo». Una scelta senz’altro controcorrente, quella di Bof e Magagnin, entrambi militanti del Carroccio. «Sono orgogliosamente leghista - spiega Magagnin - e senz’altro fedele al mio partito, ma il mio Comune va oltre il partito». Insomma, chi ha orecchie intenda. E il segretario provinciale Dimitri Coin sicuramente intenderà.







