TREVISO - I sindaci della Lega, quella massa critica diventata negli anni colonna portante di Asco Holding e di conseguenza punto di riferimento anche di Ascopiave, sono ebollizione. L’assalto alla baionetta scagliato contro il presidente Nicola Cecconato, che se da un lato è criticato per aver concentrato nelle sue mani troppo potere assumendo la triplice carica di presidente, amministratore delegato e direttore generale dall’altro da nove anni garantisce ogni anno ai soci e indirettamente ai comuni ricchi dividendi, suscita molti dubbi.

In tanti criticano le mosse della segreteria provinciale della Lega, la prima a volere un cambio al vertice della “Piave” per spezzare l’egemonia del presidente. Una strategia decisa però senza consultare il territorio, soprattutto senza coinvolgere i primi cittadini. E la rabbia è motivata dall’aver scelto di proporre il cambio dello statuto per impedire la concentrazione delle cariche partendo dal cda della Holding ma senza transitare per l’assemblea dei sindaci, rimasti prima sorpresi e poi diventati furenti. Al K3, storico quartier generale della Lega, l’aria è pesante. E proprio per evitare sommosse e, soprattutto, rese di conti pubbliche ieri nella chat dei sindaci della Lega è arrivato dal K3 un messaggio molto chiaro: «Ai Sindaci dei comuni soci di Asco Holding. Negli interessi soprattutto di Asco Piave è opportuno non dar seguito a quanto riportato nei media di oggi (ieri ndr). Per quanto sopra, qualora siate interpellati dai media, Vi invitiamo a non rilasciare dichiarazioni/commenti ovvero di indirizzare gli stessi a contattare direttamente il Presidente di Asco Holding». Tradotto: guai a chi parla.