"Sto seguendo con grande apprensione le notizie sul futuro della storica casa editrice e della libreria Hoepli, che considero un patrimonio storico culturale della nostra Milano. Ho saputo che domani il Cda probabilmente dovrà esprimersi in merito alla liquidazione dell’attività. Mi auguro che il senso di responsabilità nei confronti in primis dei dipendenti della libreria, ma anche di tutte le lettrici e i lettori affezionati prevalga sui dissapori in seno alla famiglia e sulla crisi delle librerie indipendenti a cui stiamo assistendo già da qualche anno in tutto il mondo. I luoghi della cultura sono da sempre la vera infrastruttura di una città". E’ il sindaco di Milano Beppe Sala, con una nota ufficiale, a prendere posizione nella vicenda della storica libreria e casa editrice milanese.

Perché, dopo aver ritirato la richiesta di cassa integrazione e rinviata l’audizione in Regione, la Hoepli si appresta con un voto nell’assemblea degli azionisti a mettere fine a una storia lunga centocinquanta anni. L’ipotesi, infatti, è quella di una liquidazione volontaria della società — totale o limitata a una parte delle attività — dopo che il bilancio 2025 si è chiuso con una perdita di quasi un milione di euro, aggravata, e qui c’è il riferimento del sindaco Sala, anche alla lunga battaglia legale tra i tre fratelli Hoepli Giovanni, Matteo e Barbara con il cugino Giovanni Nava che si trascina da anni.