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10 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 15:32

Nubi nerissime sul futuro della storica casa editrice milanese Hoepli, fondata nel 1870, una delle poche realtà editoriali indipendenti sopravvissute al processo di aggregazione di tutto il mercato italiano avvenuto negli ultimi decenni. Poche ore fa nella sede milanese si è sparsa la notizia, già comunicata in via preliminare ai sindacati, che è partita la richiesta di cassa integrazione a zero ore (o comunque con una riduzione sostanziale dell’orario di lavoro) per tutto il personale, un centinaio di dipendenti, che inizialmente potrebbe riguardare un periodo di 13 settimane. Ma la notizia che più allarma i lavoratori è che entro fine mese inoltre si potrebbe tenere l’assemblea straordinaria degli azionisti per decidere sulla possibile richiesta di liquidazione volontaria della società. Il rischio è che le tensioni tra le diverse anime della compagine societaria, tutte legate alla famiglia del fondatore, portino lo scontro interno – già in corso da tempo – a livelli tali da compromettere anche l’ordinario svolgimento della misura concorsuale che potrebbe sfociare in una nuova proprietà.

Hoepli è un editore che nel passato ha fatto la sua fortuna con un catalogo essenzialmente tecnico-scientifico (mitica la collana dei suoi Manuali), ma che negli ultimi anni – a causa della contrazione del mercato editoriale – ha cominciato a entrare in crisi. Nella via omonima del centro di Milano ha sede il suo storico negozio, una delle più belle e grandi librerie d’Italia, che proprio per la crisi del settore ha di recente ridotto i piani aperti al pubblico. Nonostante questa situazione, la casa editrice o almeno parte di essa è ancora appetibile, soprattutto perché ha una discreta fetta di mercato nel settore scolastico, intorno al 5%, settore ambito nel quale c’è ancora una certa concorrenza tra i diversi competitor. Proprio per tale ragione, secondo fonti interne all’azienda, all’inizio del 2025 la Hoepli è stata contattata da Mondadori, interessata all’acquisto sia della casa editrice sia della libreria. L’operazione però non ha avuto successo in quanto sono emerse forti tensioni nell’ambito della famiglia proprietaria.