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Si teme un conflitto non breve. L'Arabia rafforza la produzione sul Mar Rosso, ma non basta

Il mercato vede il petrolio a 100 dollari e teme una guerra non breve nonostante le rassicurazioni che arrivano dagli Stati Uniti. Se infatti da un lato il ministro dell'Energia americano Chris Wright ha detto che "il traffico nello Stretto di Hormuz riprenderà relativamente presto", dall'altro ha affermato che "la Cina sta per perdere il secondo dei suoi tre fornitori di petrolio".

Il riferimento è all'Iran (dopo la Russia) e la dice lunga sulle intenzioni della Casa Bianca, legate a doppio filo con la destabilizzazione di Pechino. Un obiettivo che induce il mercato a pensare che sicuramente questa situazione non cambierà fino ai primi di aprile, quando ci sarà l'incontro tra il presidente Usa Donald Trump e il numero uno della Cina Xi Jinping. Per Trump arrivare a quella data con il rivale in netta difficoltà è un'occasione più unica che rara.