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I recenti rialzi sono destinati a essere riassorbiti
Il prezzo del petrolio torna sotto la lente dei mercati internazionali dopo la fiammata dei giorni scorsi che ha riportato il Wti a 61,2 dollari al barile e il Brent a 65,2 dollari. Un rimbalzo settimanale significativo, nell'ordine del 7%, innescato dalle nuove sanzioni decise dall'amministrazione Trump contro le compagnie petrolifere russe, in un contesto economico globale che mostra segnali di rallentamento.
Secondo diversi analisti, è ancora presto per dire se si tratti di un rialzo temporaneo o dell'inizio di un'inversione di tendenza dopo la discesa delle quotazioni dal picco di inizio 2025, quando il Brent viaggiava attorno agli 82 dollari. La prossima settimana sarà fondamentale anche per i negoziati tra Stati Uniti e Cina: Pechino, ormai tra i principali acquirenti di greggio russo, rischia di finire nel mirino delle sanzioni in caso di prosecuzione degli acquisti, con possibili ripercussioni sull'intero mercato energetico.






