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Le più grandi riserve di petrolio del mondo tra costi di estrazione elevati, declino produttivo e nuove tensioni geopolitiche

Il primo sabato del 2026 rimarrà inciso nella memoria geopolitica dell’America Latina come il giorno in cui gli Stati Uniti hanno deciso di superare ogni argine di prudenza e intervenire militarmente in Venezuela per catturare il presidente Nicolás Maduro. Una scelta senza precedenti, che ha trasformato un conflitto di lunga durata in una crisi aperta con implicazioni profonde per la sovranità statale, l’ordine internazionale e il mercato globale dell’energia.

Questa mossa, tuttavia, non è stata semplicemente un atto di "polizia": gli Stati Uniti non si sono limitati a catturare un capo di Stato accusato di crimini transnazionali, ma hanno annunciato esplicitamente che intendono assumere un ruolo di guida in Venezuela fino a quando non sarà assicurata una “transizione ordinata” del potere. Il presidente statunitense ha dichiarato che il coinvolgimento americano non si fermerà alla sola operazione di cattura, ma proseguirà nella gestione del Paese, con l’obiettivo dichiarato di stabilizzare la situazione interna e rilanciare l’economia nazionale.