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Spediti 250 milioni di barili in 9 settimane. L'Opec alza ancora la sua produzione
Scacco matto Usa nello scacchiere energetico. Mentre l'Opec+ priva degli Emirati Arabi si affanna ad aumentare la produzione, e la "dissidente" annuncia maxi investimenti sul settore, gli Stati Uniti sono diventati il maggiore esportatore di petrolio con 250 milioni di barili spediti all'estero nelle ultime nove settimane. Secondo l'agenzia Bloomberg avrebbe così superato l'Arabia Saudita, anche se il balzo delle esportazioni avrebbe messo sotto pressione le scorte americane di greggio, che si stanno esaurendo rapidamente.
Una partita apertissima, quella sul petrolio, che preannuncia una nuova fase di tensione sui prezzi ancora legata al conflitto aperto con l'Iran e al blocco dello stretto di Hormuz. Non solo. "La prossima settimana l'Iran potrebbe dover iniziare a chiudere i pozzi petroliferi", ha detto il segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, aggiungendo che "l'Iran abbia incassato meno di 1,3 milioni di dollari dai pedaggi per il passaggio nello Stretto di Hormuz, una cifra irrisoria rispetto ai loro precedenti introiti giornalieri derivanti dal petrolio", ha detto ripetendo il mantra di Trump: "i prezzi della benzina caleranno dopo la guerra a un livello più basso di quello precedente al conflitto".









