Stretto di Hormuz a colazione, pranzo e cena. E se ci scappa pure a merenda. Riassunto delle puntate precedenti. Da lì transita il 20% del petrolio e del gas liquido consumato in tutto il mondo ed è chiuso alla navigazione. Si entra in primavera. La domanda di gas cala ed è comunque coperta dal magazzino. Ma prima dell’estate dovremo tornare a riempirlo. Il petrolio invece serve sempre. Ed oggi seduta di passione sul mercato. Mai però confondere una giornata infernale con l’inferno sulla terra. Il regime iraniano è spappolato. La ricerca del capo supremo è ripartita. Khamenei jr è ferito. Non sappiamo come. La sorte del conflitto è segnata. Ma il caos resta. Il presidente iraniano Pezeshkian si è scusato per gli attacchi sferrati ai quasi amici di tutto il Golfo. Ma i pasdaran intensificano i loro attacchi. La mano destra non sa quello che fa la sinistra.

Le infrastrutture di lancio dei missili sono distrutte. La loro capacità di attacco si è ridotta di quasi il 95%. Rimangono i droni. Qui il deterioramento si ferma secondo tutte le stime al 75%. Altri elementi di tensione? (1) colpiti i depositi di carburante utilizzati dai pasdaran a Teheran, (2) attacchi a Beirut da parte di Israele, (3) fuoco iraniano su Israele, (4) il Bahrein denuncia attacchi ad un impianto di desanilizzazione che serve a dissetare il paese, (5) gli Usa vendono munizioni ad Israele e (6) la Russia fornirebbe aiuti di intelligence a Teheran. Conclusione: sorte della guerra segnata. Ma al momento più sistemica. E senza una soluzione la propaganda anti trumpiana, quasi più forte alle nostri latitudini che non in Persia ed è tutto dire, soffierà sul fuoco. Si fa il tifo per il grande caos. Come non capire il nervosismo degli operatori? Ma commenti ed analisi più ragionate ce ne sono. Il tutt’altro che trumpiano Financial Times nota che il mondo è allenato a sopportare gli stress. Evito il termine resilienza. Esigo una medaglia. C’è tanto petrolio e gas liquido in giro soprattutto americano. Il greggio russo torna di moda e si allentano sanzioni e tensioni. «Il piano è fare sì che petrolio, gas naturale, fertilizzanti ed ogni altra cosa torni a scorrere attraverso il Golfo il prima possibile. Una grande petroliera ha già attraversato lo stretto senza alcun problema», afferma il segretario dell’energia Chris Wright a Fox News. Dichiarazioni direttamente rilanciate dalla Casa Bianca.