ngiorno mio marito Benito mi coinvolse nel suo lavoro di distillatore e mi disse: vai dai vignaioli a trattare per avere le migliori vinacce, anche da quelli che ancora non ce le danno”.
Erano gli anni Sessanta. Giannola Nonino, regina della grappa nel suo regno a Pavia di Udine in Friuli e Cavaliere del lavoro, affiancava il marito nella storica distilleria di famiglia. “La grappa era considerata un distillato da bere in osteria e quando venivamo invitati a cena in città, la portavamo in dono con grande orgoglio, ma non veniva mai offerta insieme a whisky e cognac. Veniva tenuta in cucina da offrire a chi faceva lavori pesanti come portare la legna – racconta l’imprenditrice – Con mio marito Benito abbiamo allora deciso che portare il nostro prodotto alla stessa nobiltà degli altri distillati internazionali. Dopo prove ed esperimenti il primo dicembre 1973, diversamente dalla tradizione che voleva la grappa distillata da vinacce mescolate bianche e rosse e lungamente conservate, abbiamo deciso di distillare la vinaccia del vitigno Picolit separatamente da tutte le altre. Lo scopo era ottenere una grappa che conservasse nel distillato i profumi e i sapori del vitigno d’origine ”, racconta.







