Non solo petrolio e gas, la guerra in Medio Oriente spinge in forte rialzo anche i prezzi dei fertilizzanti sui mercati mondiali con possibili effetti a catena, nei prossimi mesi, sulla produzione alimentare mondiale.
Dall'area del Golfo Persico infatti, specie Qatar e Iran grazie all'abbondanza di gas naturale utilizzato nel processo di produzione, viene il 45% della produzione mondiale di urea, elemento chiave per l'agricoltura. A seguito dello stop alla produzione di gas e alla paralisi quasi totale del commercio marittimo, il prezzo dell'urea sulle principali piazze finanziarie di commodities è salito così di circa il 30% negli scorsi giorni, toccando un massimo di 600 dollari a tonnellata. Ma aumenti sono registrati su tutti le materie a base di azoto come il nitrato di ammonio.
Un blocco prolungato del transito tramite lo stretto di Hormuz, oltre all'aumento dei prezzi, porrebbe, in prospettiva, problemi per l'agricoltura dei due paesi più dipendenti dall'import di fertilizzanti, Brasile e India. Ma difficoltà arriverebbero anche per gli agricoltori dell'emisfero Nord che, tipicamente, piantano ad aprile. Some spiega Cristian Maretti (Legacoop Agroalimentare) "le concimazioni attuali avvengono con prodotti già acquistati e quindi se ci sono aumenti sono speculazioni.











