Dove non arrivano la guerra e le tensioni geopolitiche arriva il quadro regolatorio europeo. È allarme nel settore dei fertilizzanti innanzitutto per le tensioni nello stretto di Hormuz dal quale passa circa un terzo della produzione mondiale di concimi. Il loro mancato arrivo sui mercati sta incendiando i prezzi. L’urea, uno dei fertilizzanti più utilizzati (prodotto in buona parte in Medio Oriente) ad aprile ha fatto segnare un balzo dei prezzi dell’80% rispetto ad aprile ’24.

Escalation dei costi che rischia di penalizzare i cereali

Un’escalation che rischia di abbattersi sulle principali coltivazioni primaverili ed estive. A rischio sono i cereali: mais, grano tenero e duro e riso. Gli extracosti dovuti ai fertilizzanti con ogni probabilità saranno riversati sul prezzo finale di prodotti come pasta, pane e riso.

All’orizzonte la messa al bando dell’urea in Italia dal 2028

Come se non bastasse questo scenario complesso, ecco all’orizzonte la nuova minaccia del bando dell’urea in Italia a partire dal 1 gennaio 2028. L’impatto del divieto, tuttavia, potrebbe essere attutito da un emendamento al Ddl Coltiva Italia, in discussione alla Camera. «Una norma – sottolineano da Assofertilizzanti (l’Associazione dei produttori di fertilizzanti che fa parte di Federchimica) - che, se approvata, consentirà agli agricoltori il ricorso a prodotti innovativi a base di urea, ma capaci di rispondere agli obblighi di riduzione delle emissioni».