PORDENONE - Un crac da due milioni senza un euro in cassa. Radiotelepordenone Srl - la società della storica emittente televisiva Telepordenone, una palestra per tantissimi giornalisti - è all'origine degli attriti tra l'imprenditore Mario Ruoso e Loriano Bedin, l'uomo che al cavaliere del Garage Venezia risolveva ogni problema. Il procuratore Pietro Montrone ieri ha parlato di problemi economici che si sono manifestati nell'ultimo periodo di gestione della società.

Aspetti che la Procura dovrà approfondire e che si intersecheranno non solo con l'esposto depositato in Procura dalla curatrice della liquidazione giudiziale su presunte irregolarità riscontrate grazie anche alle segnalazioni fatte da Ruoso, ma pure con il rogo dello scorso luglio al Garage Venezia, quando Ruoso parlò di «sistemi mafiosi». Bedin per quel rogo è indagato. La stessa Squadra Mobile lo ha individuato la sera in cui è scoppiato l'incendio, durante le indagini partite otto mesi fa, nelle vicinanze della concessionaria grazie al filmato recuperato da una telecamera privata. Sospetti che dovranno trovare conferme, ma gettano ulteriori ombre sul rapporto sempre più teso tra Bedin e il cavaliere.

Il 29 dicembre scorso Mario Ruoso è andato in Questura a Pordenone e ha depositato cinque denunce. L'imprenditore aveva da ridire sulla cessione del ramo di azienda di Radiotelepordenone a Radio Televisioni Alfa Nord Ran Maxximun. Nell'atto di cessione Bedin viene indicato come amministratore unico e cede Tpn Radio, la frequenza 105.500 Mhz, del materiale elettrico e mobilio per 10mila euro. Ruoso ha dichiarato che nulla sapeva della cessione del ramo d'azienda e che Bedin non era stato nominato regolarmente amministratore. Stessa situazione per la cessione del terreno agricolo di Torreno di Martignacco dove erano stati installati i ripetitori analogici, ceduto ad Associazione Ranetwork Italia per 20mila euro. Illazioni frutto della disputa tra i due?