PORDENONE - L’imprenditore Mario Ruoso è stato ucciso da uno dei collaboratori con cui ha condiviso la sua avventura nel mondo delle televisioni locali. Ed è proprio nella liquidazione giudiziale di Telepordenone, dichiarata fallita il 12 settembre scorso con un passivo di 2 milioni di euro, che affonda il movente che mercoledì mattina ha armato Loriano Bedin, 67 anni, nativo di Annone Veneto e residente in via Enrico Toti 32 a Tiezzo, una frazione di Azzano Decimo in provincia di Pordenone. Il movente è legato a questioni economiche. Attriti che si sono acuiti nelle ultime fasi di vita dell’emittente friulana e che mercoledì mattina hanno portato Bedin a tendere l’agguato al proprietario dello storico Garage Venezia di Porcia. L’uomo era già indagato per il rogo doloso dello scorso luglio al Garage Venezia, quando all’interno di una Lamborghini Diablo sono stati bruciati tutti gli atti di una causa che Ruoso stava preparando per il recupero di un presunto credito. Ieri Bedin, al termine dell’interrogatorio in cui ha confessato l’omicidio e aiutato gli investigatori a recuperare l’arma del delitto, è stato sottoposto a fermo quale indiziato di delitto. L’imputazione provvisoria - come confermato dal procuratore Pietro Montrone nel corso di una conferenza stampa- è di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dalla minorata difesa della vittima. Mario Ruoso, infatti, aveva 87 anni ed è stato aggredito alle spalle: non ha fatto nemmeno in tempo a vedere in faccia l’uomo con cui per decenni ha condiviso successi e, nell’ultimo periodo, amarezze.