PORDENONE - «Mario e Loriano erano una squadra, di quelle inossidabili, mai avrei pensato il tragico epilogo». Vive ancora a Pordenone Franco D'Angelo, l'ideatore di Telepordenone che ricorda Mario Ruoso e Loriano Bedin come una squadra che non aveva eguali. Eppure c'è una notizia che non è solo cronaca nera, ma è la cronaca di un'implosione, quella della chiusura di Telepordenone e dell'epilogo di chi ha creato l' emittente televisiva.
«Di Telepordenone resta un sogno catodico iniziato nel lontano 1979 e finito nel sangue - spiega Franco D'Angelo, il vero ideatore dell'emittente Telepordenone -. Tutto è partito nel dicembre di quasi cinquant'anni fa. Sono stato io che per primo ho "acceso" le frequenze dell'emittente». Allora Mario Ruoso era uno dei soci di minoranza, tra i 22 che sottoscrissero l'acquisto delle quote a disposizione. Tutto fu possibile grazie al socio di maggioranza, l'architetto Merlin di Villafranca (Verona). Proprio Merlin, mi delegò amministratore unico con pieni poteri. Purtroppo nel maggio del 1982 una violenta esplosione fece saltare gli impianti del ripetitore causando il blocco del segnale TV. A causa dell'attentato i vari soci non ebbero il coraggio di sottoscrivere aumento di capitali e in quel momento Mauro Ruoso fu l'unico a prendersi responsabilità a sostenere i costi per riattivare subito l'impianto distrutto, in attesa del pagamento dei danni causati dall'assicurazione stipulata anticipatamente».














