Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha mandato in estasi tutte le sinistre dichiarando, in polemica con Stati Uniti e Israele sull’Iran: «No alla violazione del diritto internazionale che protegge tutti noi, soprattutto i più indifesi e la popolazione civile». C’è ipocrisia in queste parole. Infatti qual è il diritto internazionale che ha protetto la (indifesa) popolazione civile iraniana che è stata massacrata anche nel gennaio scorso?

Il diritto di quei manifestanti è stato difeso dall’Onu dove il rappresentante del regime iraniano, un mese dopo, è stato eletto vicepresidente della Commissione per lo Sviluppo Sociale delle Nazioni Unite che si occupa di uguaglianza di genere, democrazia, tolleranza e non-violenza?

E qual è il diritto internazionale che impedisce di costruire e possedere l’atomica a uno Stato che minaccia i vicini? Non c’è il rischio che tale diritto internazionale, invece di essere scudo delle popolazioni indifese, diventi la protezione delle peggiori dittature?

Ieri la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, parlando proprio del diritto internazionale, ha dichiarato che «bisogna evitare di abusarne per giustificare un regime tirannico che uccide la sua gente, destabilizza la regione con i suoi “vassalli”, rifornisce la Russia di droni contro l’Ucraina e costituisce una minaccia globale».