FORLI – Sono otto le cartelle cliniche di anziani morti in maniera sospetta durante o subito dopo il trasporto in ambulanza, sequestrate dai Nas nell’ambito dell’inchiesta che vede il giovane autista della Croce Rossa Luca Spada, 27 anni, indagato con l’accusa pesantissima di “omicidio volontario continuato, aggravato dalla premeditazione e commesso con l’iniezione di sostanze venefiche o altro mezzo insidioso”. Le presunte vittime dell’autista sarebbero tre donne e cinque uomini. La più anziana aveva 98 anni, il più giovane 69 anni. Poi c’è un anziano di 85 anni, un altro di 81 e una donna di 77 anni. Tutti morti durante il trasferimento in ospedale o poco dopo. E la Procura, con il procuratore Enrico Cieri e il pm Andrea Marchini, sta valutando di far riesumare altre quattro salme, per svolgere gli esami medico legali.

Il sassofonista Victor Benini

Un macabro elenco di cui fa parte anche Vittorio (Victor) Benini, sassofonista piuttosto noto in città, morto lo scorso 13 ottobre dopo il trasporto su una delle ambulanze su cui viaggiava anche Spada, all’età di 84 anni. “Non sapevamo niente, e non avevamo sospettato nulla – commenta la figlia Elisabetta – le condizioni di salute di mio padre erano piuttosto compromesse, lui era molto debilitato, è morto in ospedale a 84 anni. Al suo funerale una pronipote ha suonato il sax. Fa malissimo anche solo immaginare queste cose, se sono vere non capisco come questa persona, questo autista, possa non essere in carcere. E’ meglio non parlare e lasciare fare il lavoro alla magistratura”. Sottoscrive un’altra delle quattro figlie di Benini, Monica, che lavora anche lei nella Croce Rossa di Forlì e forse ha anche conosciuto personalmente l’indagato. “Non posso dire niente, ci sono indagini in corso”, la replica. Alla morte di Benini le cronache locali hanno rievocato un mitico concerto che tenne insieme alla sua band, i Lorenz, nel febbraio del 1973 all’esclusivissimo hotel Palace di Saint Moritz davanti alle sessanta persone più ricche del mondo. Tra loro l’Aga Khan, il figlio di Onassis. Leggenda vuole che i componenti della band forlivese non avessero uno smoking a disposizione e l’abbiano dovuto recuperare in fretta e furia, per non sfigurare.